Workshops

1,2,3 maggio 2020

I workshops avranno come tema centrale e filo conduttore il Nigun, il canto senza parole tipico della tradizione Hassidica, e la profonda influenza che esso ha avuto sulla musica strumentale, sul canto e sulla danza. 

MUSICA STRUMENTALE             

Alan Bern: fisarmonica, pianoforte, musica d’insieme.

Mark Kovnatskiy: violino, strumenti ad arco, musica d’insieme.

Christian Dawid: clarinetto, fiati, musica d’insieme.

 

MUSICA VOCALE

Svetlana Kundish

 

BALLO TRADIZIONALE (solo SABATO 2 MAGGIO)

Sayumi Yoshida

Presentazione

Per musica klezmer si intende generalmente quel repertorio di musiche strumentali nato in seno alla cultura askenazita nell’Europa orientale e sviluppatosi negli Stati Uniti a partire da i primi decenni del XX secolo.

Una musica che ha radici profonde nella cultura musicale mediorientale e che ha subito nel corso dei secoli influenze dalle culture che la diaspora ha attraversato nel suo lungo cammino.

Durante i seminari verrà approfondita la conoscenza dei vari aspetti di questo repertorio, mettendone in luce sia le specificità sia gli elementi comuni con le culture musicali ad esso vicine: musica russa, balcanica, rom, turca, greca, araba.

La cultura musicale Yiddish, e più in generale la musica popolare, ha diverse forme di espressione: musica strumentale, ballo, canto. Piuttosto che perseguire e reiterare il modello diffuso in molte Masterclasses, quello di creare una sorta di “centro commerciale” dell’apprendimento, nel quale ciascun partecipante sceglie la materia preferita e non incontra praticamente mai gli altri, durante i nostri seminari verrà data grande importanza all’apprendimento collettivo e interdisciplinarietà.

Per ottenere ciò è importante adottare un approccio didattico che tenga conto e integri diversi aspetti dell’apprendimento della musica: intuitivo, cinestetico, emozionale, intellettuale, pratico e teorico.

I partecipanti prenderanno coscienza di quali sono i loro punti di forza in questi ambiti e in quali possono migliorare. Un’esperienza sulla quale i partecipanti possono lavorare a lungo una volta tornati a casa.

Oltre che apprendere cose nuove, i seminari saranno dunque un modo per sondare i propri confini e cercare di migliorarsi tramite l’incontro con sé stessi e gli altri.

Alfred Korzybski (1879-1950), fondatore della “Semantica Generale” sottolinea che: “La mappa non è il territorio” ovvero, non bisogna confondere la rappresentazione di una cosa con la cosa stessa. Nel caso della musica la rappresentazione è la musica scritta mentre il “territorio” è il suono, la musica stessa.

Tuttavia, nell’insegnamento della musica “occidentale” viene data spesso più importanza allo spartito piuttosto che al risultato musicale. Facendo ciò il rischio che si corre è quello di allontanarsi dal territorio e di concentrarsi solo sulla sua rappresentazione.

Durante I seminari del BKF l’approccio sarà sempre quello di partire dalla musica Intesa come suono, ovvero di imparare la musica “a orecchio” come comunemente si dice; ed è strano che solo per la musica esista questo concetto visto che è normale imparare a dipingere “ad occhio” o a ballare “a gambe”.

Quando si impara la musica “ad orecchio” si impara non solo la melodia o l’armonia di un brano, si impara a percepire direttamente l’oggetto musicale come è, senza il filtro della parte scritta che diventa tuttalpiù un supporto mnemonico.

La musica popolare si adatta perfettamente a questo tipo di apprendimento anzi, tale metodologia è fondamentale per esplorare in maniera approfondita e diretta il “territorio” musicale delle diverse culture”

Un’altra importante via di apprendimento è l’improvvisazione. Quando si improvvisa si segue il proprio impulso emotivo e musicale senza filtri, viene a mancare quel gradino intermedio dell’estrarre la musica dal suo sistema visivo di rappresentazione e ritrasformarlo in suono.

La musica scritta è utile quindi quanto può esserlo una mappa e lavoreremo anche con parti scritte ma solo dopo avere capito quale dev’essere il risultato musicale: prima il territorio poi la mappa.

Dr. Alan Bern (tratto dalla presentazione dei corsi della Yiddish Summer Weimar)

Regolamento e iscrizioni